Lasciate ogni speranza o voi ch'intrate

Nel III Canto dell'inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, si trovano alcuni dei versi più famosi dell'intera Opera. Arrivato dinanzi all'ingresso dell'inferno, in compagnia di Virgilio, Dante si sofferma sulla scritta che campeggia sulla porta:

"Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ’l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate".

La porta simboleggia l'impossibilità di tornare indietro dopo essere entrati (messaggio ovviamente rivolto alle anime dannate che vi entrano).
La porta dell'inferno, Auguste Rodin


La porta dell'inferno.

         
                    Dante Alighieri è stato è stato un poeta, scrittore e politico italiano, considerato il padre della lingua italiana. La sua più grande opera è la Divina Commedia, un poema allegorico-didascalico, scritto in terzine incatenate di endecasillabi in lingua volgare fiorentina, che racconta un viaggio immaginario del poeta attraverso i tre regni ultraterreni. 

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